Basket: Pillole di Nba, LaMarcus Aldridge dice basta

Il nuovo arrivato alla corta di Steve Nash a Brooklyn, LaMarcus Aldridge dice addio al basket giocato e lo fa con queste sue parole toccanti che ci fanno pensare a quanto possa aver sofferto in tutti questi anni di alti e bassi.

LaMarcus fu scelto al Draft 2006 da Portland, dove gioca per ben 10 anni, poi viene chiamato dai San Antonio Spurs dove vive molti alti e bassi nei suoi cinque anni di permanenza.

Da qualche settimana era approdato ai Brooklyn Nets di Kyrie Irving, di Kevin Durant, di James Harden, di Jeff Green, di Blake Griffin… insomma con la possibilità di andare a prendersi il titolo, ma dei battiti irregolari durante l’ultima gara degli uomini di Nash lo hanno fatto riflettere, i compagni lo hanno accompagnato a degli accertamenti che non hanno dato un esito negativissimo ma hanno instaurato in LaMarcus la paura ed il fatto per la prima volta di mettere la vita davanti al basket.

Damian Lillard stella dei Blazers ha proposto di ritirare la sua maglia, staremo a vedere.

Ecco la sua lettera: “Oggi scrivo questa lettera con la morte nel cuore. Durante l’ultima partita ho avvertito dei battiti irregolari al cuore. Dopo il match, nella notte, la situazione è peggiorata e mi sono veramente preoccupato. La mattina ho parlato alla squadra e il team è stato fantastico con me, nel portarmi in ospedale a fare tutti gli accertamenti. Nonostante ora stia meglio, le sensazioni che mi hanno lasciato quei momenti, sono una delle esperienze più brutte della mia vita. Per 15 anni ho messo il basket al primo posto: ma ora è arrivato il momento di mettere la salute e la famiglia davanti a tutto. Per questo ho deciso di chiudere qui la mia carriera.
Sono grato per tutto ciò che questo gioco mi ha dato: gli spledidi ricordi, compresi tutti gli alti e i bassi, e le amicizie che ho stretto e che mi porterò dietro per sempre. Ringrazio Portland per avermi scelto e per aver puntato su un ragazzino texano magrolino come me, dandomi una chance. La città mi ha regalato degli anni che non dimenticherò mai. Grazie agli Spurs, per avermi accolto in una vera e propria famiglia che mi ha regalato gioie per 5 anni. In ultimo voglio ringraziare anche Brooklyn. Mi avete voluto per quello che sono. In un gioco che sta cambiando così tanto, mi avete chiesto di arrivare e fare semplicemente quello che so fare, ed è stato bello così. Mi dispiace non esserci stato a lungo, ma mi sono assolutamente divertito a essere parte di questo gruppo così pieno di talento. Non si può mai sapere quando qualcosa avrà una fine, perciò assicuratevi di goderne ogni giorno. Io posso davvero dire di averlo fatto”.

7 volte All Star
19.4 punti e 8.3 rimbalzi di media in carriera
15 stagioni giocate quasi sempre ad altissimi livelli.

Foto da archivio 

A cura di Edoardo Massetti 

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