Lazio e la Vittoria contro l’Atalanta, la Svolta della Svolta

E sono cinque. Cinque vittorie consecutive in campionato che riportano la Lazio dentro il vagone del treno adibito alla corsa Champions. C’è ritornata perché prima ne era uscita inspiegabilmente perdendo punti stupidi contro squadre di media bassa classifica.

Immaginiamo solamente una vittoria contro Benevento e Genoa, due partite dove eri in vantaggio e dove la Lazio poteva tranquillamente prendersi la posta piena ovvero 6 punti e che invece alla fine ne raccoglie soltanto due. Immaginiamo la truppa di Inzaghi con soli 4 punti in più a quota 41.

Non contiamo le sconfitte con Udinese e Verona in casa perché li, al massimo potevi rimediare un punto per come ti eri presentato sul campo soprattutto mentalmente. Ma queste due trasferte potevano dare un senso diverso alla classifica a trasferire la Lazio dal vagone adibito alla Champions, a quello molto più esclusivo dello scudetto.

La vittoria di ieri, netta, non è stata mai in pericolo se non per 5 minuti sul 2-1, giusto il tempo di ripristinare la distanza di sicurezza col gol di Muriqi su splendido assist di Pereira.

Se vogliamo fare un critica diciamo che la distanza di sicurezza creata poteva essere molto più ampia se la Lazio avesse sfruttato meglio le opportunità che l’Atalanta gli ha lasciato per l’intera gara.

Sarebbe stata un partita oltre la perfezione che c’è stata intendiamoci, se si fosse  riusciti a vincere almeno 4-1 per poter pareggiare il conto dell’andata e non dover pensare di dover  fare obbligatoriamente un punto in più dei bergamaschi per via della differenza reti nello scontro diretto.

Ma la svolta della svolta rimane indubbiamente la vittoria di ieri così come lo era stata il pareggio casalingo sempre contro la Dea, nella scorsa stagione. Perché la svolta della svolta?

Perché la svolta normale c’era già stata in quanto la Lazio veniva già da 4 vittorie di fila, perché con le dirette concorrenti  non aveva mai perso salvo contro il Milan all’ultimo secondo utile di gioco pur giocando meglio. La svolta c’era stata perché Inzaghi aveva finalmente ritrovato almeno il 95% della rosa a disposizione e le vittorie ottenute ne sono la testimonianza.

La svolta della svolta invece è qualcosa di più. E’ quella scintilla ulteriore che illumina quell’unica parte buia della consapevolezza di ogni giocatore  che permette a tutti all’unisono, di collocare il pezzo mancante del puzzle e di poter procedere finalmente alla fase successiva, cioè cominciare a incorniciarlo con i vari passaggi necessari per poterlo anch’esso appendere al centro della stanza principale della casa in bella mostra con orgoglio.

Inzaghi ha fatto tesoro della sconfitta immeritata in Coppa Italia e ha modificato qualche piccolo ingrediente della ricetta, poca roba che all’occhio e al palato di un non esperto passa inosservato ma che è tremendamente incisivo sul campo.

Sapeva che Gasperini senza i due esterni titolari avrebbe spinto meno, sapeva che avrebbe cercato di creare spazio per Ilicic attraverso Zapata che era stato incaricato di fare il soldato di guerra puro.

Inzaghi ieri però lo ha anticipato e non è cascato nel giochetto strategico architettato dalla Penna Bianca bergamasca. Ha giocato sui lanci lunghi e precisi di Reina per saltare il pressing, ha spostato Immobile tutto a sinistra con Correa prima punta che prima punta in campo non era, e ha cercato sempre di far inserire Milinkovic in area come nell’azione del palo clamoroso.

Ha dato ordine di tirare da fuori soprattutto nel primo tempo con Gollini disturbato dal sole sugli occhi, e ha detto a Radu e Patric prima e Musacchio dopo di non scendere quasi mai per evitare le imbucate e di coprire le scorribande di Marusic  e Lazzari sapendo cosi  di bloccare i loro dirimpettai nella propria metà campo per non farli partecipare attivamente alla manovra.

Il resto è venuto da solo attraverso le magie di Luis Alberto e la sontuosa prestazione del gigante Milinkovic che per tutta la partita ha distribuito calcio  a livelli immensi. La svolta della svolta quindi è passata anche  per le seconde linee che si sono fatte trovare pronte a dare il loro contributo decisivo.

Sul 2-1 infatti Inzaghi cambia tre uomini, ma non tre uomini qualunque. Fa uscire contemporaneamente, Leiva che era stato una diga invalicabile, Immobile, instancabile faticatore anche in difesa e Correa che forse è stato il meno incisivo in partita ma che è stato determinate nel raddoppio.

Entrano cosi Escalante, Pereria e Muriqi che si aggiungevano ai già entrati Musacchio e Akpa Akpro. Cinque seconde linee in campo a Bergamo contro l’Atalanta  con il pensiero di molti alla triplice sostituzione che era “ Oddio mo è finita, famo la fine de mercoledi…”.

No, ieri era domenica non era mercoledi, ieri i festeggiamenti esagerati degli atalantini per la qualificazione con i selfie fatti momenti pure dentro il WC e con Gasperini sempre presuntuoso e arrogante nelle sue dichiarazioni astiose verso la Lazio alla Rai, hanno dato quella carica in più che serviva per far tornare al proprio posto quei nerazzurri poveri che si credevano altro e che invece ieri il campo gli ha ricordato che sono semplicemente dei nerazzurri di provincia e che tali sono destinati a rimanere se continueranno ad essere cosi astiosi, rancorosi e arroganti.

Le dichiarazioni di Gasperini, privato probabilmente ieri e anche prima della sua “formula magica” non ha saputo raccogliere serenamente i cocci di una sconfitta meritata sul campo andando a dichiarare cose talmente e palesemente false che anche un bimbo di 5 anni riuscirebbe a smentire dopo un minuto di orologio.

Ma lui lo sapeva, sapeva di dire stupidaggini, ma essendo rancoroso e poco sportivo, le ha dette ugualmente pensando di sminuire la vittoria altrui. E invece no, l’ha resa ancora più roboante proprio perchè chi è stato sconfitto urla di rabbia, soffre terribilmente e non ci sta.

E’ quindi la svolta della svolta questa vittoria. Una vittoria che sottolinea semmai ce ne fosse ancora bisogno, che la rosa della Lazio non è corta, non è poi cosi scarsa, non è poi cosi male assortita.

Ora domenica prossima ci sarà il Cagliari in casa e poi ecco di nuovo una nuova partita della svolta che crediamo, diverrà la partita della svolta della svolta della svolta.

Il percorso della Lazio ci piace assemblarlo in questo modo, svolta dopo svolta.

Intanto alle dichiarazioni del Buon Gasp il Mister Farris rispondendo davanti ai microfoni Sky gli ricordava che se la vuole vedere materialmente il risultato di quella finale a cui non smettono di pensare da due anni, “la Coppa Italia è a Formello in bella mostra” cosi come gli altri 15 trofei vinti dalla Lazio contro 1 vinto dall’Atalanta.

Foto in Copertina dal Web

Translate »
error: Contenuto protetto!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: