Peccato Lazio, peccato Capitale aver regalato lo scudetto alla Juve

Con il nono scudetto di fila della Juventus cala il sipario su un campionato strano ed equilibrato. Lo stop di 3 mesi ha rimescolato le carte in tavola soprattutto per la lanciatissima Lazio di Inzaghi che, con un misero 1,3 punto a gara, ha consegnato il tricolore ai bianconeri.

Vero che la Lazio non era partita con l’obiettivo di vincere lo scudetto, ma il cursus stagionale l’aveva incoronata come l’unica e vera alternativa alla Juventus, peraltro battuta sonoramente 2 volte su 2. Il vizio capitale della bellissima Lazio modellata da un allenatore moderno ed ispirato come Inzaghi è stato quello di accontentarsi, un vizio tipicamente romano.

L’ambiente di Roma è conosciuto in tutto il mondo. Manca la ferocia nel vincere gli scudetti e non è un caso che la Lazio ne abbia vinti solo 2 in 120 anni di storia. Disabitudine alla lotta di vertice, black out mentali ingiustificati (sconfitta di Lecce, perché?) , lassismo prolungato sono stati gli elementi caratterizzanti la Lazio della post ripresa. 13 punti in 10 gare rappresentano quasi un insulto alla superba e perfetta impalcatura creata con certosina pazienza dalla società e dallo staff tecnico.

La Juventus non ha fatto altro che raccogliere il regalo biancoceleste, gradito ed inaspettato, aiutata anche dalla scriteriata Inter di Conte e dalla giovane ed inesperta Atalanta di Gasperini, incapaci come la Lazio a togliere lo scettro a madama Juventus. Per la Lazio ora c’è un solo impegno imperativo. Leggere bene le pagine di questo campionato e memorizzare gli errori per non ripeterli nel prossimo futuro.

Con una quasi certa Champions da disputare, crescono le attese e soprattutto le responsabilità della società, obbligata ad investire sul mercato per colmare il gap con i bianconeri. Intanto queste ultime due gare serviranno per piazzarsi almeno terzi. Il quarto posto non sarebbe un fallimento, ma con il campionato fatto dalla Lazio sarebbe davvero irrazionale posizionarsi così in basso nell’area dell’alta classifica.

Due gare per chiudere bene una stagione che poteva essere storica ma che potrebbe essere utilissima per la crescita, ormai improrogabile, di una Lazio da scudetto. Questo Lotito lo sa e sarà lui ad allestire la più forte Lazio possibile. Unica risposta al peccato Capitale di questo mancato scudetto.

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