Esclusiva, Maurizio Memo: dalla promozione con il Foggia al ricordo di Mario Corso

Torna l’appuntamento con il passato targato SportPress24: oggi, ai nostri microfoni, è intervenuto Maurizio Memo (ex portiere di Foggia, Bologna, Atalanta e Spal). Queste le sue parole:

Un giorno speciale

“Oggi per me è una giornata molto importante, oggi cade l’anniversario della promozione che ottenni nel 76′ con il Foggia: fu una stagione indimenticabile. Questa sera, tra l’altro, sarò in videoconferenza anche con i miei vecchi compagni per brindare tutti insieme al raggiungimento di quello storico obbiettivo.”

Sempre meno italiani tra i pali

“Diciamo che i portieri di oggi sono senza dubbio diversi rispetto a com’erano ai miei tempi: una volta l’altezza dei portieri era di 1.85/1.90 massimo, oggi la media è quasi di 2 metri. La preparazione stessa è molto diversa, lo dimostra anche il fatto che una volta c’erano molti più portieri italiani, oggi ce ne sono si e no quattro o cinque.”

Sulla lotta Scudetto

La Juve attualmente, per com’è messa, rischia di non vincere niente. Neanche lo scudetto. Sarà importante vedere la reazione dei giocatori. Molto dipendera anche dalla Lazio ovviamente. I biancocelesti sono stati fermati proprio sul più bello: ogni partita andavano a duemila. Se dovesse riprendere con gli stessi ritmi, la Juventus potrebbe ritrovarsi a far davvero tanta fatica per stargli dietro. I primi segnali li avremo dalle prossime partite: entrambe si troveranno di fronte ad un avversario ostico: la Lazio contro l’Atalanta e la Juventus contro il Bologna. Ripeto: credo che la Juve farà davvero molta fatica quest’anno, e se non dovesse essere lei a vincere lo Scudetto, io punterei sulla Lazio.”

Il ricordo di Mario Corso

“Ho avuto modo di incontrare Mario nell’arco della mia carriera. Ogni tanto ci sentivamo. Ricordo che alcuni lo criticavano per la sua lentezza in campo, ma come batteva le punizioni luinessuno! Credo anche che nell’arco della sua carriera abbia ricevuto meno rispetto a quello che avrebbe meritato. In nazionale per esempio. Certo, c’è anche da dire che non era facile emergere con i vari Riva, Mazzola e Boninsega in circolazione

 

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