Conto (o Conte?) alla rovescia

Dunque è (quasi) fatta. Il campionato riprenderà il 13 giugno e verrà probabilmente lenita la norma del protocollo “1 contagiato ferma il campionato”, disposizione troppo rigorosa e che, se confermata, porterebbe ad una paralisi a tempo indeterminato. Si può scrivere che non è solo una vittoria di quelle componenti istituzionali che hanno da subito avvertito la pericolosità di uno stop al calcio.

È anche il giusto epilogo di una vicenda che si stava facendo maleodorante con troppe dilazioni e tante mancate risposte. L’Uefa e le pay TV, dirette interessate alla ripresa agonistica, hanno fattivamente contribuito al lieto fine, evitando così che l’Italia calcistica potesse morire senza colpo ferire, anche e soprattutto dal punto di vista economico.

Il Governo, da parte sua, ha capito che senza calcio di serie A sarebbe crollata tutta l’impalcatura dello sport ed ha fornito le basi per una ripartenza, anche se ad ostacoli. Inoltre la diminuzione della portata dannosa del corona virus ha favorito una decisione che tutti gli sportivi auspicavano.

E ora parte il conto (o Conte?) alla rovescia fino al fatidico 13 giugno. Sarà calcio a porte chiuse, ma dopo più di 3 mesi di vuoto basta e avanza. Che si dia inizio alle danze. Nel frattempo, come succoso prologo, da sabato riparte la Bundesliga.

La Germania sarà il primo paese a salutare il ritorno al calcio che vuole dire anche ritorno alla vita. Ed è quello che si attende il popolo calcistico italiano.

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