ESCLUSIVA, Intervista a Fausto Silipo: “Aver giocato con il Catanzaro è stato come aver giocato per la nazionale”

Torna il nostro appuntamento con il calcio di una volta, e con lui i ricordi, gli affetti e le parole di uno dei calciatori che ha fatto parte di quel passato che vogliamo raccontarvi: con noi, oggi, c’è Fausto Silipo. Un uomo che ha fatto dell’amore per lo sport e per la propria terra il suo lavoro.

L’inizio difficile

“Probabilmente se non fosse morto mio padre, quando ero piccolo, non sarei neanche diventato calciatore. La mia non è stata una carriera normale. Forse la perdità di mio padre mi ha spinto a dare di più nel calcio, anche per aiutare la mia famiglia. Forse è stato anche merito di una promesso inconscia, visto che mio papà era tifoso del Catanzaro. Ricordo ancora quando mano nella mano, da piccolo, mi portava allo stadio.”

Un amore meridionale

“Ho ricordi bellissimi della mia carriera: il fatto di aver giocato a Catanzaro, che è la mia città, per me è stato qualcosa di davvero importante a livello emotivo. Cominciai a giocare per il Catanzaro ad 11 anni e sinceramente non mi aspettavo di arrivare dove sono arrivato, e non mi aspettavo neanche di andare via. Poi però arrivo il Genoa che per me significò continuare a giocare in Serie A. Lì trovai un bellissimo ambiente, ma a fine anno decisi comunque di tornare in una squadra meridionale: sentivo il richiamo della mia terra e cosi decisi di andare al Palermo, dove passai quattro anni stupendi: addirittura cambiai ruolo, ed iniziai a segnare con continuità.”

Un cuore per tre piazze

Genoa, Palermo e Catanzaro mi sono rimaste nel cuore: sono stato veramente bene in tutte queste piazze. Certo, da Catanzarese, è difficile non mettere il Catanzaro al primo posto a livello affettivo. L’amore con questa squadra per me è stato un amore importante, iniziato quando avevo 11 anni. Aver giocato per il Catanzaro per me è stato come aver giocato in nazionale. Ovviamente senza nulla togliere a Palermo, che è sempre stata una piazza importantissima, dove ho trovato veramente tanto affetto. Tra l’altro, sempre a Palermo, arrivammo addirittura a giocarci una finale di Coppa Italia con la Juventus. Purtroppo perdemmo ai tempi supplementari, ma facemmo comunque un grande percorso, eliminando squadre del calibro di Lazio, Torino e Napoli. Per una squadra di Serie B è stato senza dubbio un percorso importante.”

Tra passato e presente

“Risulta sempre difficile fare paragoni, anche perchè si rischia di sembrare presuntuosi, però se proprio dovessi fare un nome forse direi Bonucci: mi sembra anche un po’ blasfemo fare un paragone del genere, però diciamo che per caratteristiche, nel modo di giocare, siamo molto simili.”

L’importanza dei social

“A dire il vero non passo molto tempo davanti al computer, ma a volte mi piace scrivere dei post su un gruppo: “Quando i calciatori avevano facce da calciatori“. Soprattutto per tenermi in contatto con i miei amici ed ex-avversari. Penso che sia anche importante ricordare il calcio di una volta, visto il cambiamento epocale che questo sport sta attraversando.”

La salute prima di tutto

“Capisco che molti discorsi che si stanno facendo in questo momento, legati al calcio, siano ovviamente condizionati da un importante fattore economico. Io però, indipendentemente da tutto, finirei qui. Certo, non è normale che si vinca un campionato senza aver giocato tutte le gare, ma i valori effettivi fino al momento dello stop erano quelli.”

 

 

 

 

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