Uefa, scocca l’ora della decisione

Nel caos di decisioni prese, semi-prese, non prese, nelle more di una situazione sempre più caotica, l’Uefa non può più chinarsi fuori. Le disposizioni prese non hanno sortito alcun effetto.

La data del 25 maggio come ultima possibile per la manifestazione delle decisioni delle varie federazioni (o governi?) sul come è quando proseguire la stagione 2019-20 ha partorito una paralisi pazzesca, dovuta alla difformità delle scelte prese che naturalmente va ad inficiare sia la prosecuzione delle coppe europee, con disequilibrio tra chi gioca e chi no, sia la stessa esistenza del calcio europeo, visti gli annunciati ricorsi ai tribunali delle società ritenutesi lese dalla sospensione della stagione, o meglio dalla cristallizzazione delle classifiche.

Prendete il caso olandese in cui diverse società sono sul piede di guerra per gli evidenti torti subiti.

Dunque come risolvere il problema? Nel modo più logico e semplice possibile.
1) se non si può giocare per un lasso di tempo determinato in base al rischio di peggioramento dei contagi si sospenda tutto fino a settembre la ripresa dei campionati nazionali per tutte le Federazioni calcistiche europee e si riprenda da dove si era stoppato per portare6a termine la stagione. Termine di chiusura 31 dicembre 2020. Naturalmente per la stagione successiva sarebbero necessari nuovi format che non è difficile da individuare.
2) se si può giocare si dia una scadenza ma soprattutto si obblighino le Federazioni recalcitranti a terminare la stagione, pena l’esclusione dalle coppe.
Per le coppe europee si riprenderà o a settembre o ad agosto, nel caso di ripresa estiva, come già preannunciato.

La semplicità a volte è più difficile di quanto sembri…

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