Lazio, Lotito : “No ai Playoff. Sfida scudetto con la Juve? Perchè no…”

Il Nuovo Decreto firmato dal Presidente del Consiglio Antonio Conte prevede il ritorno degli allenamenti per le squadre di calcio di gruppo il 18 maggio mentre quelli individuali possono iniziare già dal 4. Il Ministro dello sport Spadafora, invece, si dice ‘dubbioso’ tanto da tralasciare la sua perplessità con un ‘Vediamo’. Ma cosa potrebbe succedere in caso di mancato ritorno in campo per le società di Serie A? Ne ha parlato Claudio Lotito Presidente della Lazio in un intervista a ‘La Repubblica’ : “Si rischia di mandare gambe all’aria il sistema. Alcune società stanno preparando un documento condiviso per mettere a nudo i rischi che corrono”. 

A Lotito viene criticato il suo voler per forza tornare in campo per giocarsi lo scudetto “ma se non si gioca più io sono già in Champions e risparmio quattro mensilità di stipendi. Avrei la convenienza a non giocare, ma io ragiono di sistema. Altri no. Mi chiamano Lotito il virologo, lo scienziato, ma alla Lazio ho una struttura eccellente. Ho già tamponi e test sierologici. E ho fatto avere le mascherine anche a qualche presidente. A Formello ho il cardiologo, l’internista, l’otorino e l’urologo, perché cose come il varicocele una volta si scoprivano al militare. Sono in grado di fare la sanificazione anche subito, la mia azienda lavora negli ospedali” ha aggiunto il Presidente della Lazio.

“Oggi io sono a un punto dalla Juventus, e solo per Juve-Inter che…vabbè, l’avete vista. Ma all’andata contro la Juve ho vinto 3-1 e anche in Supercoppa l’ho battuta 3-1. E dovevamo ancora giocare il ritorno. Per equità, una squadra come l’Inter, che ha 8 punti meno di noi, o l’Atalanta, che ne ha 14 in meno, mi dica lei se devono essere coinvolte”. Lotito dice No all’idea playoff, ma sarebbe favorevole a una ‘finale scudetto‘ contro i bianconeri: “Lo accetterei, ma non mi sono mai posto il problema”.

Ripartire comunque in parte ci penalizza. Noi avevamo fatto una scelta, ritenendo di non potercela giocare su tre fronti avevamo sacrificato l’Europa League, così avremmo giocato una volta a settimana mentre gli altri giocavano due volte. Se si ripartisse giocheremmo tutti due volte a settimana, perderemmo un vantaggio. Ma io ragiono nell’interesse di 20 club” mentre “nella testa delle persone c’è l’idea di bloccare le retrocessioni anche a costo di ritrovarci la Serie A a 22 squadre”.

Poi un pensiero sulle parole del ministro Spadafora : “E perchè una data è meglio di un’altra? Ha uno studio di cui non siamo a conoscenza? Il campionato ripartirebbe a porte chiuse, ci sarebbero 70, 80, forse 90 persone oltre alle squadre: basta fare i controlli anche a loro”. E sulle sedi delle partite : “A Roma e al centro-sud non ci sono problemi, se altri stadi non sono idonei una soluzione si trova, in fondo l’estate si va in ritiro, no?”.
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