Coni, la resa di Malagò. La Lega Calcio sale in cattedra

La dura accusa di sbagliare tutto del presidente del Coni rivolta al mondo del calcio gli si è ritorta contro come un boomerang letale.

La pronta replica della lega di Serie A, ma soprattutto le istanze della popolazione tifosa, stanca delle tante parole dette in questo periodo di sospensione non solo sportiva, ma anche cerebrale a sentire certi giudizi, e vogliosa di poter rivedere il calcio anche se solo in TV, hanno determinato una voragine tra il Coni e le istituzioni calcistiche.

Al netto delle reciproche accuse, crediamo che ci sia dimenticato che l’industria calcio Serie A sia uno dei pilastri imprescindibili dell’economia italiana e, ripetiamo con le condizioni di sicurezza e tutela della salute, non può non riprendere la sua corsa. Anche da un punto di vista psicologico sarebbe un’ottima medicina per un popolo italiano martoriato da lutti e da continue psicosi di gregge.

Dunque, l’anienese (dal suo circolo sportivo, il canottieri aniene, affluente del tevere, tanto per fare un po’ di geografia.. ) Malago’ dovrà prendere coscienza che il calcio non è un affare di condominio e che lo sport italiano e tutta la macchina economica a latere non può attendere oltre. E dunque che si aprano le danze per il nuovo campionato di 12 gare.

Un campionato che ha quasi un sapore catartico, e non solo commerciale. Non vediamo l’ora.

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