“Non gioco più” e le bagatelle condominiali delle solite note…

Assistiamo nel variegato mondo del calcio italiano di serie A a due posizioni contrapposte. Società che hanno già deciso di propria sponte di considerare la stagione finita, lasciando impregiudicato il criterio per l’assegnazione del titolo e dei piazzamenti europei.

Juventus, Inter, Roma sono le rappresentanti di questo schieramento che annovera naturalmente le cosiddette piccole che trarrebbero un concreto vantaggio dalla mancata ripresa del campionato, squadre già retrocesse (Spal, Brescia) o indiziate di retrocessione (Samp). Insomma, I soliti banali interessi di cortile condominiale che appestano un’aria già discretamente infetta.

L’altro schieramento, guidato da Lotito e De Laurentiis ossia Lazio e Napoli, che è per la continuazione del campionato, finanche se si dovesse riprendere a luglio, naturalmente in condizioni di sicurezza accertate. Questa posizione è anche perorata dal presidente della Federcalcio Gravina che proprio ieri ha espresso il concetto che la ripresa della stagione verrà svolta anche in ossequio ai principi di lealtà e sportività.

Principi che lo schieramento dei “non gioco più” di miniana memoria sembrano bypassare tranquillamente per tutelare propri interessi di bottega. Dall’alto, però, si staglia la figura dell’Uefa, fermamente intenzionata a portare a termine le proprie competizioni (Champions ed Europa League) anche con format finali diversi se il tempo dovesse essere poco. La conclusione logica è che la stagione calcistica avrà i suoi verdetti sul campo, allo spirare delle partite che ancora rimangono da disputare.

Con buona pace delle bagatelle condominiali di chi vuole pensare sempre e solo al proprio orticello…

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