FIGC, Gravina : “Taglio degli stipendi, non è Tabù. Se necessario si fanno i Play-off e Play-out”

Quali strascichi lascia il Coronavirus alle società di calcio? Lo stop imposto dal governo (giustamente) al Campionato di Serie A e di altri Campionati Europei, tra cui la Uefa in occasione degli Europei 2020, lascerà una notevole impronta. In queste ultime ore si è parlato di quanto le Società di Calcio possano prendere serie decisioni in occasioni agli stipendi che versano ai propri giocatori. Se la stagione dovesse concludersi anzitempo per via dell’emergenza coronavirus, e pertanto non chiudersi come da protocollo, le società di calcio potrebbero tagliare sensibilmente gli stipendi dei propri tesserati.

Il Presidente della FIGC, Gabriele Gravina è intervenuto sull’argomento a Radio24, non nascondendo il possibile scenario : “Non è tabù pensare al taglio degli ingaggi dei calciatori, mi riferisco soprattutto a livelli particolarmente importanti. Siamo chiamati tutti ad un gesto di responsabilità. Abbiamo ipotizzato la partenza della Serie A per il 3 di maggio, per finire il 30 giugno. La partenza più ottimistica è quella del 14 aprile, la seconda è ai primi di maggio, l’ultima al 13 di giugno. Nella malaugurata ipotesi non dovessimo riuscire a finire entro fine giugno, chiederemo a Governo, Uefa e Fifa la possibilità di sforare 10-15 giorni nel mese di luglio”

Sulla formula e i metodi aggiunge : “L`obiettivo è giocare il più possibile con, se dovessero rendersi necessari, anche cambi di format, quindi con play-off o play-out. La nostra posizione è stata quella di dare priorità alle competizioni nazionali con la possibilità di inserire date di gare per Champions ed Europa League. I campionati nazionali possono essere gestiti autonomamente, tenendo conto anche delle date internazionali. Non vogliamo penalizzare nessuno, sappiamo benissimo che in caso di impossibilità di completamento di tutte le gare dovremo attuare modifiche della formula. Sui danni economici la federazione sta raccogliendo tutti i dati che le singole Leghe stanno elaborando. Noi sappiamo che esistono degli accordi di natura contrattuale. Per questo l’idea è quella di giocare affinché il danno sia limitato. Si parla di 170-200 milioni per arrivare, con il blocco dei tornei, fino a 700 milioni di danni effettivi”.

“E’ un momento di riflessione e su questo stiamo predisponendo una serie di richieste. Chiederemo una sorta di riconoscimento di forza maggiore per fare in modo che possa esserci la possibilità di rinegoziare anche al nostro interno alcuni contratti di mutualità. Il nostro mondo deve dare un segnale di autosostentamento e solidarietà interna. La Uefa sta organizzando un gruppo di lavoro per valutare l’impatto economico. Oggi dobbiamo recuperare un po’ di lucidità e tentare di maniera decisa su una diversa ipotesi di calendario. Se riparte il campionato italiano ripartono entusiasmo e speranza di tanti italiani che aspettano qualche sprazzo di luce.”

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