Coronavirus, Chiudere scuole e università? L’importante è non staccare la spina al Calcio e agli incassi

Il Consiglio dei Ministri ha firmato l’ennesimo decreto per fronteggiare l’emergenza Coronavirus in Italia, specialmente nel Nord. La situazione desta enorme preoccupazione. Cinema, teatri, scuole, università, tutto chiuso. Addirittura orari stabiliti per bar e ristornati. Niente assemblamento di persone ; nessun matrimonio, funerale, assemblee o convegni. Chiese e luoghi di culto chiusi. Insomma un danno enorme per la popolazione Italiana conosciuta in tutto il mondo per essere solare, amichevole, affettuosa. Un danno per i ragazzi che non possono essere istruiti come ‘pretende’ la Legge. Un danno economico per la nazione che avrà un effetto devastante sul PIL (prodotto interno Lordo) e sulle tasche degli stessi italiani.

Una situazione davvero preoccupante che però in questi giorni sta facendo scrivere una pagina molto delicata riguardante chi rischia di perdere decine di milioni di euro e che sta cercando di far del tutto che questo danno non accada. Di chi parliamo? Del Mondo Calcio.

Interviste, dichiarazioni e fiumi di inchiostro hanno caratterizzato le ultime decisioni che sono state prese in relazione se giocare le Partite di Calcio o meno. Giocare a porte chiuse o non giocare affatto. Rinviare o annullare il campionato. Tutte supposizione che hanno dato voce ai più disparati scenari possibili, ma tutto concluso con la decisione finale che il campionato va avanti a porte chiuse. Naturalmente parliamo del Campionato di Serie A, perchè la serie B, la Lega Pro e le categorie minori, nelle ultime giornate hanno giocato come se nulla fosse.

E allora dato che ci si preoccupa se giocare o meno a porte chiuse o aperte, se annullare o rinviare, la domanda sorge spontanea : Per le scuole, per le Università, per i Cinema, per i teatri la decisione è stata unisona e veloce ; perchè per il mondo del calcio no e ancora si discute? I seguenti dati rispondono a questo importante quesito.

Tutte le società di calcio hanno incassato molti soldi dagli abbonamenti sottoscritti dai propri tifosi in tempi non sospetti. Visto quello che si sta vivendo e la decisione di giocare a porte chiuse, tali società dovranno rimborsare il costo speso e non utilizzato ai propri tifosi. Detta cosi è semplice, ma sappiamo tutti che tali soldi già sono stati investiti dalle società di calcio nei loro progetti per l’anno venturo. Pertanto rimborsare un importo già incassato e speso, equivale a mandare in deficit il proprio bilancio. Un danno non da poco conto soprattutto per le società quotate in borsa.

Poi c’è il discorso del mancato incasso dovuto al giocare senza pubblico. Per esempio tutte le 20 squadre di Serie A giocheranno almeno una partita a porte chiuse nel prossimo mese : la cifra complessiva relativa al mancato incasso è pari a 28,6 milioni di euro, tra campionato e coppe europee. La Juventus sarà la squadra più colpita, secondo le stime: circa 12,3 milioni di potenziale mancato incasso, pari al 43% di tutti i club della Serie A. Tra chi potrà perdere di più, c’è anche il Milan (circa 3,4 milioni, pari al 12%) e l’Inter (2,7 milioni di euro, 10%). Impatto importante anche per il Lecce, che salterà una sola gara ma contro il Milan, considerando che le sfide contro Juventus e Inter al Via del Mare avevano garantito oltre 800mila euro di incassi, un bacino importante per i giallorossi che cercano di restare in Serie A soprattutto per il bottino economico.

Per ora dal punto di vista degli spettatori, la stima è di circa 867mila spettatori persi per le 32 gare senza tifosi. Solo per dare un’idea di cosa parliamo :

 

Naturalmente questo riguarda le 29 gare di Serie A, con la stima di 20,6 milioni circa per 750mila spettatori, mentre per le tre gare delle coppe (una di Champions League e due di Europa League) l’impatto si aggira intorno ai 7,9 milioni con 125mila spettatori.

Si è parlato molto del Derby d’Italia tra Juventus e Inter. La fetta maggiore riguarderà proprio questo mancato incasso. Infatti l’incasso potenziale si aggira ai 4,1 milioni di euro circa (compresa la quota hospitality, l’anno scorso senza hospitality era stato di 3,1 milioni). Anche Milan-Genoa vede una perdita notevole visto che erano previsti 50mila spettatori.

Per quanto riguarda la Serie A, l’ipotesi che deve essere ancora confermata è che l’ottava giornata slitti nel weekend del 14/15 marzo: in tal caso, l’elenco delle sfide sarebbe il seguente, con circa 6,1 milioni di potenziale mancato incasso di cui circa metà dalle sfide tra Inter-Sassuolo e Roma-Sampdoria.

                                                                                                                                                                                       

Visto l’attuale Decreto, l’ultima giornata che dovrebbe disputarsi a porte chiuse sarà la nona, nel weekend del 21/22 marzo (considerando che poi ci sarà la pausa per le nazionali, ma è un punto interrogativo salvo cambiamenti dell’ultimo minuto). In tal senso, le sfide del nono turno potrebbero avere un potenziale mancato incasso di circa 7,3 milioni, di cui 4,7 dalle gare Juventus-Lecce e Milan-Roma.

Arriviamo infine alle tre partite a porte chiuse in Europa: Juventus-Lione (ritorno degli ottavi di Champions), Roma-Siviglia (ritorno degli ottavi di Europa League) e Inter-Getafe (andata degli ottavi di Europa League). In questo caso, la stima del mancato incasso per la Juventus è di circa 5,4 milioni di euro (quota hospitality compresa), contro i circa 1,2 milioni per Roma e Inter.

Pertanto, dopo questa specifica dettagliata messa a disposizione da Calcio e Finanza, possiamo stare tranquilli che sarà difficile, anzi quasi impossibile che il Campionato di calcio di serie A venga sospeso definitivamente o rimandato in toto. Sono tanti, troppi i soldi che si perdono ed è impossibile perdere anche la fetta riguardante i diritti televisivi. La maggioranza delle società in Serie A sono costantemente in rosso (dagli ultimi bilanci), soprattutto le prime della classe a livello di debiti : Juventus, Inter, Milan e Roma. Sarebbe la fine l’annullamento del campionato, indipendentemente dall’assegnazione dello scudetto. 

E allora, il Campionato di Serie A è più importante di una scuola, di un università, di un cinema o di un teatro? No, semplicemente girano molti ma molti più soldi.

 

Fonte dati Calcio e Finanza

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