Una sola squadra al comando, e porta la maglia biancoceleste della Lazio

foto di Alessandro Nicoloso

Dopo 20 anni quindi, la Lazio, per una settimana, torna a respirare l’aria pura, da sola, senza condividerla con nessuno. Un primato meritato, lo dicono i numeri oggettivi e non opinioni soggettive :

Secondo miglior attacco con 60 gol fatti.
Miglior difesa con 23 gol subiti.
Miglior differenza reti con un +37.
Miglior serie positiva (+21) non solo in Italia ma in tutta Europa.
Ha il capocannoniere del campionato con 27 gol fatti (Immobile).
Ha il miglior assist man del campionato con 12 assist fatti (Luis Alberto).
Ha il portiere con la più alta percentuale di parate ( minimo 20 partite giocate) della serie A con il 77,9 %. Ed è secondo in Europa, solo Rulli (Montpellier) è sopra con il 78,1 %

Ieri con la vittoria sul Bologna e con il rinvio della partitissima Juventus–Inter, si è materializzato questo primato solitario che vede la squadra biancoceleste in testa da sola con 62 punti e con le altre ad inseguirla.
Una Lazio che nei primi 30 minuti ha letteralmente azzannato i felsinei senza concedergli tregua mettendo da subito in ghiaccio la partita con due gol di scarto. Ora Inzaghi guarda tutti dall’alto verso il basso e sa perfettamente che adesso, è tutto nelle mani della Lazio che finalmente si è scrollata di dosso la dipendenza degli altri risultati delle altre squadre. Se la squadra di Immobile e soci farà il suo da qui alla fine, non sarà sufficiente per nessuno giocare i propri recuperi. Ovvio che il percorso è difficile e ricco di ostacoli come la prossima trasferta a Bergamo contro l’Atalanta risentita del mancato accordo per la richiesta di anticipare al venerdi la partita già anticipata al sabato per prassi a chi gioca le coppe europee di martedi e mercoledi.

E poi c’è la trasfertissima a Torino contro la Juventus che sarà la partita decisiva in tutti i sensi per l’assegnazione di questo tricolore. Ma come abbiamo scritto sopra, ora la Lazio è libera da qualsiasi vincolo di altri risultati e quindi se riuscirà a giocare come sa fare Lei, non avrà nulla da temere dagli altri campi. La pressione psicologica del recupero per chi insegue, è una pressione che peserà molto visto che questo recupero si giocherà tra due mesi e mezzo ovvero il 13 maggio. Una pressione psicologica che la Lazio conosce bene avendo avuto un recupero, Lazio–Verona, casalingo dopo oltre un mese. E in questo mese tutti i ragionamenti che si facevano, erano comprensivi dei famosi tre punti virtuali di questo benedetto recupero che alla fine però ha portato un solo punto pur constatando che in quella partita la Lazio avrebbe dovuto vincere a mani basse per il calcio prodotto e le occasioni sprecate con pali e traverse annesse.

Ma sta di fatto che guarda caso, invece dei tre punti che tutti avevano messo come già presi, ne è arrivato uno solo. Un segno inequivocabile che la pressione psicologica quando si sta sotto, è una cattiva compagnia soprattutto quando la dovrai sopportare per 10 partite prima di giocare e rimetterti in paro. Certo è ovvio che se la Lazio rallenterà la sua corsa e permetterà a Juve e Inter di ritornargli sopra, questa pressione psicologica svanirà  da sola, ma finchè la Lazio manterrà questo ritmo e questi risultati, indubbiamente chi dovrà avere fiato sufficiente per rincorrerla, saranno le Zebre e il Biscione. Il 13 maggio, giorno in cui recupereranno la partita tra Juve e Inter, potrebbe rivelarsi un giorno e una partita inutile ai fini della classifica per quanto riguarda la prima posizione se appunto, la Lazio riuscirà a sfruttare questa pressione psicologica che hanno gli altri, riuscirà a sfruttare il fatto che giocheranno sempre ogni 3 giorni , e se riuscirà a sfruttare a pieno la sua spensieratezza, la sua voglia di arrivare fino in fondo, la sua fame di conquista, la sua grande compattezza di gruppo e la sua grande forza e qualità espressa in queste 26 partite, su tutti i campi. I rosacortisti ad ogni giornata giocata, vedono il loro terreno franare sempre più sotto i loro piedi. E a nulla serve cercare di rinforzare lo spicchio di terreno dove sono confinati con altre fantasmagoriche teorie del “se questa società comprava alcuni giocatori a gennaio, a quest’ora lo scudetto lo vincevi a mani basse”.

Il mondo del calcio dovrà convincersi che quest’anno la Lazio è lì e ci rimarrà fino alla fine.

La Lazio quindi dall’alto del suo primato, costringe gli altri a respirare solo ciò che Lei concede di respirare. Sopra la Lazio oggi non c’è nessun altro, solo la scritta “Classifica” e ora tocca agli altri avere il fiato per reggere il ritmo e tentare di andarla a prendere. La Lazio corre, di gambe, di testa, di cuore. E  il suo popolo corre con lei accanto ad ogni metro senza mai lasciarsi, un unico scopo, un’unica anima, una sola immensa Lazio.

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