Lazio guarda avanti e corri per lo Scudetto

Prendo spunto da un osservazione intelligente del mio caro amico Carlo che il giorno dopo il pareggio casalingo contro il Verona, ha sciorinato giustamente dei dati oggettivi e inconfutabili. Dopo aver giocato il recupero di campionato in casa contro gli scaligeri la Lazio nel girone di andata ha totalizzato ben 43 punti classificandosi terza alle spalle dell’Inter con 46 punti e della Juventus prima con 48 punti. Nelle tre partite del girone di ritorno la classifica dice che la Lazio è prima con 7 punti conquistati, davanti alla Juventus con 6 punti e Inter con 5 punti, guadagnando di fatto 2 punti sull’Inter e 1 punto sulla Juventus.

Questi dati oggettivi, numeri incontrovertibili cosa significano? Semplice, significano che la Lazio sta marciando alla grande e si sta giocando la sua possibilità di competere per lo scudetto. Il pareggio del recupero ovviamente lascia un po’ di amaro in bocca perché avrebbe consentito ai ragazzi di Inzaghi di assestarsi in classifica al secondo posto a soli 2 punti dalla capolista Juventus, ma il Verona visto in queste ultime sette gare, fa sperare che possa togliere punti a tutti comprese Inter e Juve, quando le affronterà.

Molti tifosi il giorno dopo questo pareggio, per molti versi sfortunato viste le 7 occasioni da gol nitide avute dalla Lazio contro le 2 del Verona, sono subito ritornati sul vecchio ritornello del mancato mercato e di una panchina non all’altezza. Ma analizziamo bene questa benedetta o maledetta panchina a secondo dei punti di vista.

Partiamo dal panchinaro che ha reso di più in questa stagione e cioè Caicedo. L’attaccante ecuadoriano si è distinto particolarmente con 7 gol all’attivo di cui alcuni decisivi per ottenere i tre punti della vittoria. Il suo gol nel recupero a Cagliari, il suo gol nel recupero a Sassuolo, il 3-1 in casa con la Juventus, l’ 1-0  che ha stappato la gara in casa contro la Sampdoria. Solo queste 4 reti hanno portato ben 12 punti dei 50 conquistati complessivamente dalla Lazio.

Poi abbiamo altre due riserve che quest’anno si stanno distinguendo positivamente, e parliamo di Bastos e Patric. Entrambi sono stati i protagonisti in positivo della rimonta fantastica contro l’Atalanta rimontando 3 gol ai bergamaschi  innescando così la striscia meravigliosa delle 111 vittorie consecutive partite la settimana successiva a Firenze contro la viola. Marusic ha giocato poco per via di qualche acciacco di troppo e un Lazzari che gli ha soffiato il posto, ma quando è stato bene ha contribuito notevolmente alla vittoria interna contro il Parma con il suo gol del 2-0. Lukaku anch’esso ha giocato pochissimo per via degli infortuni, ma quando è riuscito a farlo, gli sono bastati 20 minuti di fascia sinistra a Firenze per far vincere la Lazio con il cross pennellato a Immobile che segnò il gol vittoria al novantesimo. Jony ha balbettato più volte nelle partite in cui è stato chiamato in causa ma a Cagliari ha contribuito non poco alla vittoria finale confezionando molti cross dalla sinistra che hanno portato prima al pareggio con Luis Alberto e poi alla vittoria con Caicedo. Luis Felipe che più che una riserva Inzaghi lo considera un cootitolare è stato decisivo nella gara vinta contro la Juventus segnando di testa il pareggio allo scadere del primo tempo consentendo alla squadra di poter riprendere stima e fiducia nei suoi mezzi ottenendo una vittoria che mancava in casa da oltre 120 anni. L’unico che ad oggi non ha ancora reso per quello che tutti si aspettavano è Vavro. Il giocatore sloveno che col Copenaghen aveva invece mostrato  una qualità interessante, non riesce a giocare con tranquillità. Il tutto è aggravato anche dal fatto che è stato pagato 12 milioni, che per un difensore non è certo poco se consideriamo che Acerbi, più vecchio di lui di 6 anni minimo, è costato meno. Però Vavro personalmente, lo aspetterei ancora.

Di Parolo e Cataldi non credo ci sia bisogno di parlare. Entrambi sanno perfettamente qual è il loro ruolo all’interno della rosa e entrambi svolgono la loro parte nel migliori dei modi dando dimostrazione di una maturità e intelligenza che è indispensabile per favorire la compattezza di un gruppo che deve remare univoco, dalla stessa parte. Berisha è andato in prestito a giocare altrove sperando possa recuperare quell’energia calcistica che ha messo in mostra ai tempi in cui militava nel Salisburgo. La Lazio l’ha sostituito con Minala, giocatore sempre li li sul punto di fare quel saltino in avanti ma che rimane ad oggi, ancora un giocatore incompiuto. Però francamente, peggio di come ha fatto Berisha, non si può fare quindi Minala se non altro, non andrà a peggiorare la situazione. Dijavan Anderson con Andrè Anderson possono dare il loro contributo da terze scelte quali sono.

Alla fine insomma se andiamo a vedere alcuni reparti di altre squadre, ci accorgiamo che tutto sommato la nostra rosa non è poi così scarsa anzi…per continuare a giocare una sola competizione, è sufficiente.

Acquisito il posto Champions (a meno di clamorosi tracolli che all’orizzonte non si vedono) la Lazio deve guardare davanti, solo davanti. Guardare avanti in qualche modo tutela anche il divario che la Lazio si è costruito alle sue spalle e la mette al sicuro. Al tempo stesso la porta a comprendere se tra una decina di giornate, la squadra potrà essere in grado di essere ancora nel terzetto di fuga a giocarsi la volata finale che come capita spesso nel ciclismo, quando due ciclisti si studiano e si temono, il terzo che sta li rimasto colpevolmente dagli altri due libero di agire, beffa entrambi e vince la tappa tagliando per primo il traguardo. La Lazio quest’anno può essere l’outsider, quest’anno può beffare le due grandi, quest’ano può far sognare i suoi tifosi. I segnali ci sono, e sono tutti positivi, aspettiamo fiduciosi che l’epilogo sia all’altezza di questi segnali.

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