Caro pareggio

foto di Claudio Pasquazi

La giornata che non ti aspetti, la ventunesima del campionato italiano di vertice. La fragorosa caduta dei campioni in carica in terra partenopea conferma che la lotta scudetto non sarà un’avventura fugace e scontata. “Pensavamo di vincere camminando”, così ha sentenziato Sarri a fine gara. E il tecnico toscano ha ragione. I suoi sono stati supponenti e fanfaroni tanto che Gattuso, il ringhio di fabbrica, ha avuto gioco facile nel ribaltare le azioni. Altro scalpo importante per il tecnico calabrese dopo la qualificazione in coppa Italia contro la Lazio. Già la Lazio. Quella vista al derby è stata davvero la brutta copia di sé stessa. A sorprendere non è tanto l’interruzione della striscia di 11 vittorie consecutive quanto una prestazione scadente e mai vivace. “La Roma ci ha sorpreso”. Così ha sentenziato Radu, uno dei migliori in campo.

Eppure malgrado il piccolo passo falso, il punto racimolato con fede ed ardore risulta di un’importanza capitale vista la classifica. La Lazio è potenzialmente seconda a meno due dalla Juventus e questo vuol dire molto in una giornata che poteva risultare indigesta. E all’Inter chi sentenzia dopo l’amaro pareggio contro un redivivo Cagliari? Non Conte, fuggito subito dopo la gara, con la coda tra le gambe. Segnali di nervosismo acclamato, corroborato dal comportamento in campo del suo giocatore migliore, Lautaro, che dà fuori di testa, lasciando in 10 la propria squadra. Espulsione sanguinosa anche perché all’orizzonte, tra i prossimi impegni dei nerazzurri, si staglia un derby particolarmente complesso. Insomma, il trio in testa frena, ma ai punti ci guadagnano Lazio e Inter. Quando un pareggio può valere una vittoria. Caro pareggio…

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