Lazio, i suoi primi dieci passi

Parafrasando un titolo di un film riguardante un argomento ben più serio del calcio, la Lazio ha percorso i suoi primi dieci passi verso la Champions e verso, speriamo, la lotta per quel triangolo colorato da tre colori che non nominiamo.

Una settimana magica per la Lazio. I festeggiamenti per i suoi 120 anni sono culminati con un altro tabù sfatato, il Napoli. Erano 8 anni che la squadra biancoceleste non vinceva in casa contro i partenopei dal quel 7 aprile del 2012  per 3-1 con splendida rovesciata di Mauri, data in cui il popolo laziale piangeva la morte di Giorgio Chinaglia avvenuta per uno scherzo macabro del destino la settimana prima, il primo di aprile, giorno normalmente dedicato a fake news di qualsiasi tipo.

Purtroppo però la news della morte di Giorgio non era una fake news ma una brutta e reale pugnalata al cuore di ogni laziale.
Ultimamente poi la Lazio contro il Napoli ne usciva con le ossa rotte sia per il risultato sia per i giocatori infortunati lasciati sul campo e che portavano a successive difficoltà più avanti. Ma sabato sera c’era un’atmosfera troppo biancoceleste, troppo laziale.

La Lazialità era palpabile e i 42 mila sostenitori della truppa di Inzaghi ha saputo rendere il festeggiamento dei 120 anni, sublime e  unico. La curva Nord è stata semplicemente spettacolare nella sua coreografia concordata con la Polisportiva Lazio e che ha accompagnato in maniera emozionante, i nomi di chi ha fatto la storia di questa gloriosa società e polisportiva. Ora sono dieci vittorie consecutive, undici se contiamo anche la supercoppa italiana, con Inter teoricamente a 1 punto e la Juventus a 3 punti (recupero permettendo).

Inzaghi ieri nel post partita ha detto che per lottare per lo scudetto manca poco, bene dico io, lottare per lo scudetto significa consolidare la zona Champions che ora effettivamente ha un margine di 7 punti sulla quinta ma che sempre teoricamente potrebbe essere a 10 punti. Gennaio poi regala un’altra suggestione, 5 partite da giocare all’Olimpico compresa la coppa Italia e il derby che per calendario giochiamo fuori. Una grande occasione da sfruttare mentre le altre si scannano a turno tra di loro. Dopo Lazio – Verona del 5 febbraio (il recupero) e la trasferta a Parma, ci sarà Lazio – Inter. Ed è lì che tutto prenderà corpo in un senso o nell’altro.

Rimanere lì attaccati al duo di comando dopo questo scontro diretto sarebbe magnifico anche perché ricominceranno le coppe europee e Inter e Juventus dovranno gioco forza dividere i loro sforzi mentre la Lazio continuerà a preparare le proprie gare settimanalmente con la giusta concentrazione. E chissà che qualcosa di magico non produca quel sogno che in tutti i laziali e riposto nel cassetto e che continuiamo a non nominare per pudore e scaramanzia.

La maglia che lo ricorda, la magia della squadra, le magie di Re Ciro con i suoi 20 gol in 18 partite,le dieci vittorie consecutive, la Curva Nord meravigliosa, il calendario che ti offre occasioni, tu che le sfrutti. Tutti segnali da prendere e metterli lì a completare un puzzle che solo a maggio ti darà l’ultimo tassello, e solo allora vedremo di quale tipo sarà il disegno completato.

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