Supercoppa Italiana a Ryiad, Juventus -Lazio 1-3, Una Lazio TRE…menda fa inginocchiare la Vecchia Signora

Metti dentro uno shaker  un po’ di Coca Cola (è obbligatorio visto l’evento), una sera d’Arabia, una partita perfetta, un’avversario dominato, dei gol bellissimi, dei campioni annullati, un’allenatore stratega e un altro allenatore sottomesso, miscela il tutto e ti ritrovi il miglior drink del momento e lo chiami  Supercoppa Italiana.  Ti metti seduto dopo 93 minuti affascinanti, dove hai gli occhi lucidi per l’emozione e per lo spettacolo offerto da quella squadra biancoceleste che si chiama Lazio , e lo sorseggi gustandoti ogni minima goccia miscelata che nella bocca crea quella soddisfazione di aver vissuto una serata che difficilmente dimenticherai culminata con la coppa alzata dal capitano Lulic, si lui, l’uomo del 26 maggio, quello che segna nelle finali e che quando arriva il periodo di gioco di una finale che va dal 70 al 74 minuto ha come un incantesimo positivo, va verso la porta avversaria e segna il gol decisivo o quasi per la vittoria.
Ieri sera romanzando un pò cosa è accaduto e cosa un tifoso laziale avrebbe passato, la Lazio si è aggiudicata la sua quinta Supercoppa Italiana ai danni della Juventus vincendo 3-1 (come 15 giorni fa in campionato) in maniera netta, non soffrendo mai neppure per un minuto, i vari Ronaldo detto “Cristiano il marziano” che stavolta è stato costretto a rimanere con i piedi ben piantati per terra, Dybala, Higuain, Pijanic e tutta la compagnia bianconera con Sarri che ormai non sa più da che parte fermare l’armata biancoazzurra. Una partita preparata da Inzaghi in maniera maniacale calcolando praticamente ogni dettaglio impedendo ai tre tenori che Sarri ha schierato dall’inizio, di poter costruire una qualsiasi parvenza di pericolo alla porta di Strakosha. Una Lazio che dal punto di vista difensivo in 15 giorni ha praticamente dimostrato al mondo pallonaro italiano e non solo, che una fase difensiva buona con giocatori duttili e ligi ai movimenti studiati, concentrati quanto basta, porta all’annullamento o quasi di tutte le armi avversarie che inevitabilmente cade sul campo di battaglia sconfitto con merito. Questo gruppo creato 4 anni fa, si è talmente cementato alla grande che allo stato attuale buttarlo giù è praticamente impossibile. Chiunque ci abbia provato in questi ultimi due mesi e mezzo, ci ha lasciato le penne tornando a casa leccandosi ferite quasi mortali. La dimensione della Lazio dopo questa vittoria porta la truppa di inzaghi Lotito e Tare a fare voli anche pindarici perché giocando in questa maniera, nulla è precluso. E se all’inizio della stagione l’obiettivo dichiarato era un posto Champions, ora questo obiettivo pur rimanendo il principale, può tranquillamente essere affiancato ad un ulteriore passo, lottare per lo scudetto che badate bene, non vuol dire vincerlo, ma vuol solo dire, essere li a giocarselo fino alla fine e poi chissà. Gli oltre 1000 tifosi alle 6 del mattino a Fiumicino festanti ad aspettare la squadra di ritorno da Ryiad è anche il risultato di una consapevolezza che i giocatori hanno trasmesso per primi a loro stessi e poi divulgato nell’ambiente Lazio.
Ora ci sono le feste natalizie e al tifoso quasi dispiace interrompere questo periodo magico come se avesse il timore di perderlo dentro l’euforia del Natale. Tocca alla squadra al rientro da questi giorni di vacanze , ripristinare la piena potenza di fuoco e ricominciare a macinare sogni e obiettivi continuando a ripercorrere quella strada che porta là, dove osano le Aquile e dove solo un’Aquila può arrivare. Buone Feste Lazio, Buone Feste Tifosi, Buone Feste Calcio.

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