Europa League Rennes –Lazio 2-0 avventura finita per i biancocelesti ,ma forse è meglio così

Non è stata una grande Europa League per la Lazio, la peggiore degli ultimi 5 anni sicuramente. La sconfitta di ieri in terra francese non sorprende minimamente tutto l’ambiente biancoceleste perché tutti sapevano che la squadra ormai, ha solo la testa al campionato per cercare di centrare quel piazzamento Champions che manca ormai da 12 anni. Certo, se il girone si fosse messo meglio  ieri sera probabilmente la Lazio sarebbe scesa in campo con un pensiero diverso, ma riflettendo bene, alla fine è stato meglio così. E non lo diciamo tanto per giustificare una eliminazione al girone ma semplicemente perché dati oggettivi alla mano, negli ultimi 10 anni, la maggior parte delle squadre vincenti dell’Europa League, in campionato sono andate male se non malissimo. La competizione giocandosi di giovedi ti toglie molta energia fisica e mentale, ti spezza male la settimana d’allenamento e spesso ti costringe a trasferte proibitive che non ti permettono di recuperare a pieno per la successiva partita di campionato. la Lazio quest’anno sta costruendo il cammino per un piazzamento tra le prime 4 della serie A e le 7 vittorie consecutive tra cui quella prestigiosa e bellissima contro la Juve fino ad allora unica squadra imbattuta a livello europeo (parliamo dei migliori 5 campionati in Europa), dimostrano quanto la Lazio voglia con tutte le sue forze, raggiungere quell’obiettivo che due anni fa aveva in mano fino ad un quarto d’ora dalla fine dell’ultima partita in casa contro l’Inter poi persa 3-2. Inzaghi stesso che nei suoi 3 anni precedenti si è sempre distinto per essere stato un allenatore che si giocava la competizione europea con convinzione, tanto è vero che la truppa di Inzaghi è stata l’ultima ad arrivare ai quarti di finale 8tra l’altro buttati al vento con la follia di Salisburgo) insieme al Napoli che  precedentemente  era arrivato in semifinale nei  5 anni indietro, quest’anno ha subito impattato con l’Europa in maniera diversa facendo massiccio turn over che stava addirittura creando le basi di una qualificazione se non si fossero buttate alle ortiche le partite con il Cluj e il Celtic dell’andata che erano state pressocchè dominate per 65 minuti stando in vantaggio e poi perdendole malamente nel finale di gara.  La società stessa ha da subito concentrato i suoi sforzi verso un piazzamento Champions, e si capiva da subito che ci sarebbero stati pochissimi margini per questa Europa League. Però tutto questo poteva comunque permettere di verificare e di far giocare le seconde linee e capire quante di loro potrebbero essere utili nel cammino verso la Champions. Ecco, diciamo che questa competizione europea ci ha dato dei segnali non proprio confortanti su alcuni giocatori che questa estate una volta presi, tutti si sarebbero aspettati titolari o quasi. Parliamo su tutti di Vavro e Jony. Due giocatori accomunati dal fatto che fino a ieri non sono mai riusciti ad esprimere quel valore per cui erano stati presentati e per cui la società si è impegnata economicamente al loro acquisto. Se Jony però tutto sommato l’hai preso con 2 milioni che sono facilmente assorbibili e comunque ricopre un ruolo meno decisivo, diverso è il discorso su Vavro costato 11 milioni, fascia di costo che Tare fino ad oggi  non ha mai toppato dal punto di vista tecnico e di rendimento. Logico quindi pensare che il DS della Lazio non si sia improvvisamente rimbecillito comprando questo giocatore che lui seguiva da molto, ma che lo stesso giocatore abbia bisogno di altro tempo per assimilare quei dettami tattici che chiede Inzaghi e la capacità linguistica di relazionarsi con i suoi compagni per accelerare l’intesa di reparto. Se poi ci mettiamo Berisha che per fare una battuta sdrammatizzante, “ ha fatto venire il fratello “, ecco che ci rendiamo conto che la Lazio si è ritrovata senza 3 elementi che avrebbero completato una rosa in maniera più che sufficiente.  Per questo tutto sommato questa eliminazione non deve essere presa come una maledizione, ma per paradosso, come una benedizione. Alla ripresa delle coppe europee a metà febbraio 2020, le concorrenti in campionato per il 2-3 e 4 posto saranno impegnate nei loro rispettivi turni europei mentre la Lazio potrà preparare le sue partite di campionato, con la settimana piena e tranquilla e si sa, tra fine febbraio e marzo, ci sarà la fase decisiva per entrare di diritto nella volata finale e la Lazio questa volta è quella che rischia di rompere le uova a tutti magari scappando per prima davanti  per potersi godere in solitaria, quell’ultimo chilometro fino al traguardo.

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