Il Sergente, il Mago, Il Cecchino e il ballerino assassino, queste le armi della Lazio che mette la sesta marcia

La Lazio mette la sesta marcia, quella che consente di viaggiare con un filo di gas a velocità di crociera sufficientemente veloce ma rimanendo in stato di sicurezza del veicolo. Questa è l’attuale situazione della Lazio in campionato dove ieri ha strapazzato la brigata bianconera friulana facendo in un certo senso le prove generali in vista del prossimo match contro un’altra brigata bianconera molto più potente e prestigiosa, la Juventus. Molti aspettavano la squadra di Inzaghi al varco credendo che le cinque vittorie consecutive fatte, avessero in un certo senso, imborghesito il pensiero del gruppo. Invece eccoti la Lazio che vorresti, una Lazio aggressiva, che fin dai primi secondi si è avventata al collo degli avversari e non l’ha mollato fino al primo, secondo e terzo gol. La compagine friulana ha avuto solo un piccolo sussulto dopo il primo svantaggio, ma è sembrato solo un respiro affannato e scomposto. Luis Alberto ha diretto tutta l’orchestra biancoceleste che ha risposto con una perfomance di alto livello dove ognuno faceva egregiamente la sua parte. Immobile continua implacabilmente ad arare le porte avversarie collezionando già 17 scalpi che potevano essere addirittura 19 se da grande uomo di spogliatoio quale è lui, non avesse lasciato battere i due rigori a Caicedo (sbagliato contro la Fiorentina) e a Luis Alberto che realizzava il 3-0 di ieri consentendo al compagno spagnolo di fare una dedica speciale ai suoi genitori venuti a vederlo allo stadio. Correa si sta dimostrando sempre più decisivo per la squadra e ieri pur non segnando, si è procurato due rigori con i suoi dribbling ubriacanti tanto che il telecronista televisivo della partita l’ha soprannominata “la danza assassina” per come non lascia scampo all’avversario che può solo fermarlo con un fallo se non vuole lasciarlo andare in porta. Milinkovic non ruba l’occhio come due anni fa ma rispetto a due anni fa è la chiave di volta prezioso per permettere a Luis Alberto, di dipingere calcio e creare vere e proprie opere d’arte calcistiche attraverso i suoi passaggi e le sue idee di gioco.  Con la sua copertura e fisicità, Milinkovic crea insieme a Lucas Leiva, una diga a centrocampo che permette un gran filtro alleggerendo di fatto il compito al reparto difensivo che così rimane lucido per l’impostazione della manovra. Ora sabato sera arriverà all’Olimpico la Juventus non più capolista quindi determinata a riprendersi la testa della classifica inter permettendo. Troverà però davanti a se una Lazio altrettanto determinata e finalmente conscia della propria forza. In fondo 6 punti di distacco non sono poi così impossibili da recuperare, ci riuscimmo già nella stagione 1999/2000 con un epilogo a noi molto caro ed emozionante. Chissà se….

Translate »