La Lazio suona la quinta e consolida il terzo posto in classifica

Era una occasione troppo ghiotta per non sfruttarla, e sappiamo quante volte in passato questo tipo di occasioni la Lazio le abbia buttate via. Le concorrenti al terzo e quarto posto avevano quai tutte balbettato e quindi era importantissimo vincere a Reggio Emilia in casa del Sassuolo per consolidare un terzo posto che sa di Champions molto più di quanto si possa immaginare. Gli uomini di Inzaghi hanno vinto al 92° minuto grazie al graffio della pantera nera Caicedo che sarà pure un giocatore modesto come molti sostengono (a torto), ma sta mano mano acquisendo un’importanza fondamentale per l’economia del gruppo biancoceleste contribuendo con le sue prestazioni e reti, a portare a casa punti pesanti per la classifica.  Questa quinta vittoria consecutiva consegna nella mani della Lazio quella consapevolezza di poter dire  concretamente la sua per la corsa ad un posto Champions. Se pensiamo a 5 giornate fa, questa consapevolezza era molto meno visibile se si pensa che la Lazio era 7° in classifica  rincorrendo a -1 dalla Roma, -2 dal Cagliari, -4 dal Napoli, -5 dall’Atalanta, e + 2 sul già disastrato Milan.

Dopo questo filotto di vittorie alla 13° giornata troviamo la Lazio 3° in classifica con  + 2 punti sulla Roma, +3 punti sul Cagliari (che però ha 1 partita in meno), +5 sull’Atalanta, +7 sul Napoli, e + 13 sul Milan.

In pratica in 5 giornate la Lazio ha recuperato 3 punti alla Roma, 5 punti al Cagliari (sempre con 1 partita in meno), 10 punti all’Atalanta, 11 punti al Napoli. Tutte squadre o quasi, vedi il Cagliari, che alla vigilia erano accreditate pari alla Lazio se non addirittura di più vedi il Napoli, e che a turno sono state prese a modello da seguire da tutti quegli “esperti” di calcio che da tempo si accaniscono sulla Lazio gratuitamente. E’ un dato oggettivo dettato dai risultati ottenuti fino a questa giornata, che Inzaghi e il suo staff rispetto alla scorsa stagione, abbiano voluto tornare al loro primo progetto che prevede molta più fase offensiva anche a costo di subire qualche gol in più. E così alla fine di questa tredicesima tappa di campionato, la Lazio si ritrova con il secondo miglior attacco della serie A con 30 gol, con Immobile capocannoniere con 15 gol, con Luis Alberto primo tra gli assist-man con 9 assist, con le ultime 8 partite dove la Lazio segna minimo 2 gol a partita (non succedeva dalla stagione 35/36), con la coppia gol Immobile-Correa tra le prime d’Europa (se non la prima come la settimana scorsa) con 21 gol, con la miglior difesa alla 13° giornata dell’era Inzaghi con soli 14 gol. Niente male come numeri per una squadra che molti nell’ambiente laziale, hanno definito non attrezzata adeguatamente per competere per un posto Champions. Ora giovedì c’è l’Europa League dove la Lazio ha oggettivamente deluso le aspettative. Nessuno si è mai sognato di metterla tra le candidate ad una vittoria finale, ma nemmeno che non passasse il girone come probabilmente accadrà a meno di miracoli diretti (vincere entrambe le partite rimaste) e indiretti (risultati ad incastro favorevole). Quindi visto le poche possibilità di qualificazione al turno successivo perché non sfruttare questi match europei per far giocare le seconde linee facendo cosi respirare e riposare i titolari che dovranno invece incontrare Udinese e Juve all’Olimpico?
Milinkovic non ha ancora ingranato la quinta, Luis Alberto gioca magnificamente e quindi meglio preservarlo, Immobile idem, Leiva è sicuramente più in affanno delle stagioni precedenti e quindi certamente un riposo non farà male, Correa meglio caricarlo per il campionato. Quest’anno per come stanno giocando le rivali della Lazio, sarebbe un peccato mortale non approfittarne e dedicarsi principalmente a centrare questo sospirato posto Champions che manca sulla sponda biancoceleste da 11 anni ormai. La Coppa Italia inizierà per la Lazio a gennaio prossimo, ecco quindi una grande occasione per proiettarsi sulle partite da 3 punti. In tutto questo però non potevamo dimenticare anche che Inzaghi ha vinto il premio “Tommaso Maestrelli” che per un allenatore della Lazio assume un significato emotivo ancora più profondo. Un premio vinto grazie al riconoscimento dei colleghi che lo hanno votato, alla faccia di chi non ha mai risparmiato critiche verso questo allenatore molto preparato e soprattutto molto laziale visto che sono ormai  20 anni che è all’interno della Lazio prima da giocatore e poi da allenatore prima delle giovanili, poi della primavera infine della prima squadra. Inoltre evidenziamo anche la nomination che Tare ha ricevuto per il premio come miglior DS europeo. Premio che verrà assegnato in occasione della Supercoppa Italiana del 22 dicembre e che lo vedrà concorrere insieme ad altri 4 suoi prestigiosi colleghi che hanno sicuramente avuto un portafoglio economico molto più aperto e gonfio con cui lavorare rispetto al poliglotta albanese. La Lazio è terza, la Lazio gioca un bel calcio, la Lazio segna, la Lazio è una realtà consolidata del calcio italiano e dopo la Juventus, è da quasi 10 anni, la squadra che ha vinto di più in ambito nazionale. Questi sono fatti incontrovertibili che nessuno potrà mai smentire. Ora serve quello scatto in avanti per cominciare a pensare in grande, partendo appunto dal risentire la prossima stagione, quella magica musichetta della Champions.

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